E’ necessario trasferirsi in Portogallo per ottenere le agevolazioni fiscali derivanti dallo status di “Residente non Abituale”?

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AdminAdmin Staff ha scritto 3 anni fa

E’ necessario trasferirsi in Portogallo per ottenere le agevolazioni fiscali derivanti dallo status di “Residente non Abituale”?

4 Risposte
AdminAdmin Staff ha risposto 3 anni fa

No, non è necessario trasferirsi in Portogallo per ottenere i benefici fiscali.
Il Portogallo richiede che venga dimostrata l’intenzione di soggiornare nel proprio territorio per un minimo di 6 mesi l’anno, questo lo si può fare semplicemente presentando insieme a tutta la dovuta documentazione, un contratto di acquisto di un immobile in Portogallo o anche solo un regolare contratto d’affitto.
Diversamente però, è l’Italia a richiedere che il soggetto risieda fuori dal territorio italiano per più di 6 mesi l’anno, ma poco importa che lo stesso abbia risieduto in Portogallo o in qualsiasi altro Paese.

Augusta ha risposto 3 anni fa

Buongiorno, io ho una figlia che vive in Francia e passo da lei gran parte dell’anno, potrei continuare a farlo?
Grazie
Augusta

AdminAdmin Staff ha risposto 3 anni fa

Si Augusta, potrà continuare a trascorrere da sua figlia tutto il tempo che vorrà, a condizione ovviamente che dimostri di aver stipulato un regolare contratto d’affitto annuale o che abbia acquistato un immobile in Portogallo.
Francesca

Augusta ha risposto 3 anni fa

Grazie Francesca della rapida risposta, stando così le cose credo che prenderò in serissima considerazione l’idea di trasferire la residenza fiscale in Portogallo.
Grazie
Augusta

AdminAdmin Staff ha risposto 1 anno fa

Buonasera Giancarlo,
l’argomento è molto delicato e andrebbe in realtà affrontato ponendosi in una condizione inversa, ovvero:
IN CHE MODO POSSO DIMOSTRARE DI AVER OTTEMPERATO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE?
Il problema infatti non è “come fa la Finanza a dimostrare che io sono stato in Italia per più di 6 mesi e 1 giorno”, ma piuttosto: “come faccio, a fronte di una verifica da parte della stessa, a dimostrare di essere stato fuori dall’Italia per quel periodo”
Partiamo dal presupposto che la normativa fiscale italiana vuole che un cittadino residente fiscale all’estero, non trascorra nel territorio nazionale più di 6 mesi l’anno, ma non impone che lo stesso risieda nel Paese nel quale è diventato soggetto fiscale (in questo caso il Portogallo).
Dall’altra parte, come già visto, il Portogallo richiede che venga dimostrata solamente l’intenzione di voler risiedere entro i propri confini.
Può la Finanza italiana richiedere una prova che attesti la sua permanenza in Portogallo? No, per due motivi: il primo è che, fatta eccezione per i residenti nei cosiddetti paradisi fiscali, l’onere della prova spetta all’Autorità Tributaria e non al cittadino, il secondo è che lei potrebbe aver trascorso un lungo periodo in un Paese differente dal Portogallo, magari anche girovagando e sarebbe assolutamente in regola sia nei confronti dell’Italia che del Portogallo.
Alcune cose che erroneamente si ritengono utili ai fini di poter dimostrare la propria buona fede e il rispetto della normativa, non sono in realtà probanti di fronte ad un giudice, proprio come gli esempi da lei riportati: utenze, bancomat, cellulare, biglietti aerei ecc… Mentre altre potrebbero assolutamente avere un valore probante sia per dimostrare la presenza in Italia che all’estero, essendo strettamente legate alla titolarità dell’oggetto e/o della condizione.
Francesca