INPS ancora non paga la pensione lorda. Che faccio?

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F. Di Maio ha scritto 2 anni fa

Buonasera, sono uno di quei pensionati italiani che ha richiesto il trasferimento della pensione in Portogallo ma non la ha ancora ottenuta.
Ho fatto l’errore (probabilmente) di farmi seguire da un avvocato di Albufeira che ha fatto tutto quello che c’era da fare in Portogallo (almeno così dice) ma più che darmi i documenti da consegnare all’inps non ha fatto.
Ora il problema è questo: l’inps dopo ben 9 mesi ancora non mi paga la pensione lorda e nessuno sa dirmi il perché. Ho chiamato l’avvocato portoghese che mi ha detto di chiamare un avvocato italiano. Non so più cosa fare. Potete darmi qualche buon consiglio?
Anticipatamente vi ringrazio.
Di Maio

4 Risposte
AdminAdmin Staff ha risposto 2 anni fa

Carissimo Di Maio,
con l’INPS purtroppo è sempre un salto nel buio, le basti pensare che non esiste una procedura ufficiale per la lavorazione delle pratiche di abolizione della doppia tassazione: ogni sede adotta le sue regole e la sua tempistica, tutto quello che si può fare è stare col fiato sul collo all’impiegato che gestisce la pratica.
Prima di coinvolgere un avvocato credo sia più proficuo e meno dispendioso cercare di comprendere dove si sia interrotto il processo, pertanto le pongo alcune domande:
1) cosa le hanno risposto quando è andato a chiedere aggiornamenti sulla sua pratica?
2) in che modo è stata presentata la pratica all’INPS? La ha spedita con raccomandata? La ha consegnata a mano? 3) Si è fatto rilasciare il numero di protocollo?
4) La pensione al netto delle imposte la riceve sul conto corrente italiano o portoghese?

Per esperienza posso dirle che le motivazioni addotte per i ritardi o le sospensioni delle pratiche sono le più disparate, a volte anche allegramente fantasiose.
Bisogna armarsi di quanta più pazienza possibile e cercare un confronto rilassato e ragionevole con la persona che si ha di fronte, a volte semplicemente non sanno come gestire la pratica e dobbiamo guidarli verso la strada che conduce al nostro obiettivo.
Discorso diverso se non sanno darle risposta perché non trovano la pratica, in questo caso bisognerà presentarla nuovamente, chiedendo che la stessa venga protocollata. Questo però comporterebbe un ulteriore passaggio per il recupero delle imposte del 2016.
Francesca

F.Di Maio ha risposto 2 anni fa

Buonasera Francesca, allora io ho consegnato a mano i documenti che mi ha dato l’avvocato, mi è stato rilasciato un foglio che però purtroppo non riesco più a trovare.
All’inps mi dicono che non vedono ancora la mia pratica in lavorazione e non sanno dirmi quando verrà lavorata perché finche non la vedono nei sistemi non possono darmi indicazioni. mi hanno detto anche che non è stata ancora inserita è perché sicuramente c’è qualcosa di sbagliato e verrò avvisato quando sarà il momento. e intanto i mesi passano.
La pensione, ancora al netto, mi viene versata sul conto portoghese.
Grazie della cortese attenzione
Di Maio

AdminAdmin Staff ha risposto 2 anni fa

Questa risposta è per tutti coloro che leggono e che si trovano nella stessa situazione del Sig. Di Maio, il quale ci ha contattati telefonicamente per richiederci una consulenza sulla sua situazione.
Cercheremo di seguito di spiegare per quale motivo spesso le pratiche si bloccano e come risolvere la situazione.

Quando si presenta la domanda di defiscalizzazione all’Inps, si allegano i dati bancari del nuovo conto portoghese, questo comporta una doppia lavorazione da parte dell’Inps, nonché un doppio passaggio di ufficio e di operatore; è frequente purtroppo che la pratica di defiscalizzazione venga archiviata per errore insieme a quella di variazione dei dati bancari, restando occultata finché qualcuno non andrà a reclamare (se siamo fortunati) o per sempre, se chi ha commesso l’errore cerca di nascondere il proprio operato facendo letteralmente sparire la pratica non lavorata.
Ovviamente basterà adottare delle semplici strategie per far sì che ciò non accada, ma queste potrà metterle in pratica solamente chi vi ha assistito o vi assisterà durante tutto l’iter di defiscalizzazione: sono una serie di escamotage, di riferimenti a normative e di interventi preventivi che azzerano ogni possibilità di errore.
Chiedete sempre (e OTTENETE PER ISCRITTO) che la vostra pratica venga gestita fino all’ottenimento della pensione lorda e degli arretrati e fatevi indicare con precisione quali sarebbero, se previsti, gli eventuali oneri aggiuntivi in caso di sospensione della pratica da parte dell’Inps e di istanza di rimborso presso l’agenzia delle entrate.

Quali possono essere le conseguenze di una situazione di stallo come quella presentata dal caro amico Di Maio?
1) ritardo nell’ottenimento del pagamento della pensione lorda
2) anticipo per intero di tutte le spese di soggiorno all’estero per adempiere all’obbligo di dover risiedere fuori dal territorio italiano per 183 giorni l’anno
3) necessità di dover riavviare la pratica partendo dai certificati portoghesi (ulteriore ritardo di circa 2 mesi)
4) mancato rispetto dei termini di scadenza di presentazione della pratica presso l’Inps con conseguente necessità di presentazione di istanza presso l’agenzia delle entrate (ulteriore ritardo di 6/12 mesi)

Quali sono le conseguenze dal punto di vista economico?
1) La prima conseguenza è quella di dover sostenere le spese di affitto e utenze per un periodo prolungato, senza avere percepito ancora l’incremento della pensione
2) Dover sostenere i costi di viaggio e di soggiorno per risiedere all’estero per 183 gg l’anno, perché anche se non avete ancora ottenuto la defiscalizzazione sarete comunque iscritti all’Aire, pertanto soggetti a controllo come previsto dalla normativa
3) Qualora l’agenzia di trasferimento o altra figura professionale alla quale vi siete rivolti non vi abbia garantito l’assistenza fiscale e legale fino all’ottenimento della pensione lorda, dovrete sostenere i seguenti costi:
* Spese di riavvio pratiche (certificato di residenza fiscale, richiesta vidimazione formulario presso il Ministero delle Finanze di Lisbona ecc…)
* Parcella di un avvocato per la richiesta di stato della pratica e intimazione allo sblocco della stessa presso l’Inps
* Parcella di una figura professionale per l’Istanza di rimborso dell’anno fiscale precedente presso l’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se i ritardi nella gestione del contenzioso si protraggono troppo a lungo?
In tal caso purtroppo si rischia di perdere il diritto agli arretrati per i quali non si sono rispettati i termini di scadenza della presentazione dell’istanza di rimborso.

Michelangelo Celentano ha risposto 2 anni fa

Leggere tutte queste ridicole inesattezze, dimostra purtroppo tanta, tantissima, troppa approssimazione ed incompetenza. Addirittura … Donna Francesca si…. addentra con la fantasia in altrettanto fantasiosi problemi che si genererebbero all’interno delle Agenzie Inps, senza conoscere assolutamente nulla delle procedure Inps e di ciò che accade dietro le … “quinte”! Risposte date a caso, non solo fantasiose ma fuorvianti, ancorate a modalità operative “antiche” e fortunatamente superate. Su ogni fronte. Cara Donna Francesca, si aggiorni, per favore, approfondisca la materia ed impari a lavorare rispettando gli aspetti procedurali dell’Inps, eviti “svarioni” al posto di informazioni precise e corrette, dica la verità ( o almeno ci provi…) ai suoi malcapitati avventori…, dica che la detassazione della pensione la si ottiene “sempre” nei tempi previsti soltanto se si procede come prescritto dall’Inps e cioè utilizzando l’unico canale ufficiale che consenta di avviare immediatamente l’elaborazione del flusso di riferimento: Il canale telematico! Ma si sa…. gli italiani sono specialisti per “infiltrarsi” in un appetitoso… business senza sapere, millantando sciocchezze, parlando del… nulla e diffondendo informazioni risibili pur… di incassare… magari (o quasi sempre) in NERO, l’immeritato frutto della loro incompetenza!

AdminAdmin Staff ha risposto 1 anno fa

Carissimi utenti,
nonostante la tentazione di cancellare questo post sia, per chiari motivi, molto forte, abbiamo deciso di lasciarlo visibile a tutti, affinché da una spiacevole situazione possa nascere lo spunto per una trasparente ed utile informazione.
Tralasciando per un momento il tentativo di diffamazione che verrà gestito in altra sede dal nostro studio legale, vorrei riportare l’attenzione proprio sul punto cruciale sottolineato dall’utente Michelangelo Celentano (alias di un operatore nel settore): l’importanza di conoscere la normativa e le procedure di TUTTI gli organi coinvolti nel delicatissimo e complesso processo di detassazione.

In merito alla procedura TELEMATICA che l’utente dichiara essere “L’unico canale” accettabile, ATTENZIONE!!! E’ importante sapere che le domande presentate in copia, per via telematica, NON HANNO ALCUNA VALENZA FORMALE agli occhi dell’Agenzia delle Entrate.
Il certificato di residenza fiscale (Mod. EP-i) vidimato dall’Autorità Fiscale portoghese (DSRI) riporta un timbro a secco non visibile da copia scansionata, pertanto ad un eventuale controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, nei 5 anni successivi (come riportato sul sito istituzionale dell’Ente), risulterebbe NON CONFORME.
Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate contesta una domanda presentata senza vidimazione, magari 5 anni prima?
La prima gravissima conseguenza è che vi vedreste recapitare in Portogallo una cartella esattoriale con la richiesta di rimborso dell’IRPEF non versata fino a quel momento, con tanto di interessi di mora ovviamente.

Arriviamo al dunque: a seguito di un nostro interpello alla Direzione Centrale Inps, con il quale puntavamo l’attenzione sulla non conformità ed irregolarità della procedura che prevedeva l’inserimento telematico delle domande di ricostituzione, l’Inps ha emesso una comunicazione interna, inviata d’urgenza a tutte le sedi d’Italia (Circolare HERMES n. 0003830, reperibile in rete), di cui riporto solo lo stralcio di nostro interesse:
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Oggetto: criteri per la verifica delle domande di esenzione delle pensioni in
applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali.
1. Istruzioni operative per la valutazione e l’accoglimento delle domande di
esenzione in applicazione delle convenzioni internazionali contro la doppia
imposizione fiscale.
…”Per tale motivo, al fine della definizione della
domanda di applicazione del regime fiscale previsto dalle convenzioni di cui trattasi, è
necessario che il richiedente produca alla sede INPS competente IN ORIGINALE l’attestazione
di residenza fiscale da parte dell’autorità fiscale del paese di residenza compilata su modello EP/I o su
certificazione equipollente in uso nel suddetto paese.
I Direttori regionali sono invitati a monitorare la corretta applicazione delle indicazioni
contenute nel presente messaggio”…
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Per quanto riguarda il post firmato Michelangelo Celentano, dalla verifica dell’IP, si è scoperto che l’idea di presentare le domande di ricostituzione della pensione per via telematica viene utilizzata come strumento di marketing da una agenzia di recente costituzione, per convincere gli utenti a scegliere un’agenzia seria e competente, l’unica ad utilizzare tale procedura (loro appunto) a discapito di chi utilizza modalità antiche e fortunatamente superate (tutti gli altri)…
Cosa dire…?
La mia raccomandazione, per chi ha seguito il consiglio di presentare le domande per via telematica, è quello di far pervenire IMMEDIATAMENTE alla sede Inps di riferimento, la documentazione in copia originale, scegliendo uno tra i seguenti mezzi:
1. lettera raccomandata con ricevuta di ritorno
2. brevi manu, chiedendo il rilascio di un documento di protocollo
Spero con questo post di essere stata di aiuto a tutti gli utenti del forum e vi prego, qualora vi capitasse di affrontare questo argomento con dei conoscenti, di divulgare le informazioni qui riportate, perché potreste metterli al riparo da conseguenze di difficilissima gestione.
Un caro saluto a tutti.
Francesca