DOMANDE FREQUENTI

Come si ottiene la totale detassazione della pensione?

La procedura per ottenere la totale esenzione fiscale della pensione si articola in diverse fasi, ma con la stessa finalità, ossia ottenere lo status di Residente Non Abituale, nei confronti dello stato portoghese, e di provare al fisco italiano che non si ha né residenza né domicilio in terra nostrana. Leggi di più>>>

 

 

Cosa comporta ottenere la residenza non abituale in Portogallo?

A seguito del riconoscimento da parte delle autorità fiscali portoghesi dello status di “Residente non Abituale”, i pensionati di tutta l’Unione Europea acquisiscono il diritto di usufruire della convenzione che prevede la totale detassazione della pensione per un periodo di 10 anni, improrogabili; alla fine di tale periodo potranno decidere se mantenere la residenza portoghese e quindi pagare le tasse secondo le regole generali del Codice IRS, oppure tornare ad essere residenti italiani e quindi sottostare al regime fiscale italiano. Leggi di più >>>

 

 

Chi può richiedere la residenza non abituale in Portogallo?

Può richiedere l’iscrizione come residente non abituale il cittadino che risponda alle seguenti condizioni:
1) sia considerato, ai fini fiscali, residente in territorio portoghese;

2) non abbia risieduto in territorio portoghese in qualsiasi dei 5 anni precedenti all’anno in cui si richieda il diritto all’esenzione fiscale. Leggi di più >>>

 

 

Quando si deve richiedere la residenza fiscale come “Residente non Abituale”?

La richiesta di iscrizione come “Residente non Abituale”, dovrà essere effettuata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è ottenuta la residenza in territorio portoghese. Leggi di più >>>

 

 

Una volta ottenuta la residenza fiscale, si percepirà da subito la pensione lorda in Portogallo?

Purtroppo no, l’INPS e gli altri istituti pensionistici italiani accrediteranno la prima mensilità di pensione lorda, con gli eventuali arretrati dal 1 gennaio dell’anno di competenza, solamente dopo aver verificato che sussistano tutte le condizioni necessarie affinché possa essere autorizzato il pagamento. Leggi di più >>>

 

 

Perché a volte l’INPS versa la pensione in Portogallo applicando ancora le ritenute fiscali?

Questo avviene per un motivo molto semplice: quando si presenta la domanda di abolizione della doppia imposizione, si allega la dichiarazione di cambio ufficio pagatore per l’accredito della pensione.

L’INPS provvederà a modificare i dati bancari con il vostro nuovo IBAN ed in seguito lavorerà la richiesta di defiscalizzazione. In questo modo otterrete da subito l’accredito in Portogallo mentre per la pensione lorda sarà necessario attendere i tempi di lavorazione necessari alla sede INPS di competenza. Alcune sedi INPS controllano attraverso l’AIRE l’effettiva iscrizione, che arriva entro 180 gg.  e solo in seguito accreditano lordo e arretrati.

So che molti hanno avuto problemi riguardo la data di iscrizione pervenuta dopo il 30 Giugno, e pensano di aver perso il beneficio fiscale dell’anno in corso, perché così è stato detto dall’INPS.

SBAGLIATISSIMO, non è così. Basti pensare a questo esempio di tipo elementare che vi sottopongo (mi trasferisco in Portogallo il 1 Gennaio, richiedo l’iscrizione all’AIRE, che dopo i famosi 180 gg. trascrive il mio nome sul registro. Bene, sarebbero a quel punto i primi di Luglio. Quindi chiunque in questo forum e soprattutto nessuno tra i trasferiti avrebbe ottenuto l’esenzione per l’anno in corso e relativi arretrati più pensione lorda. Non è normale, lo so, ma qualcuno ancora non ha chiaro in mente questo passaggio. Leggi di più >>>

 

 

E’ possibile per un pensionato portare a termine il completo iter burocratico senza avvalersi di agenzie specializzate?

Non me la sento né di consigliare né di sconsigliare. Ne spiego i motivi.

La ragione per cui il pensionato decide di andare avanti da solo è di natura economica. Ossia non vuole, secondo il suo pensiero, “regalare” denaro per pratiche totalmente gestibili in prima persona. Ed è a mio parere un giusto ragionamento.

Purtroppo la mia esperienza mi ha portato a vedere altro. Sebbene alcuni non abbiano avuto serie difficoltà, al massimo dei rallentamenti o preoccupazioni riguardo soprattutto la tempistica e la modalità di presentazione della documentazione ai vari organi competenti italiani e portoghesi, tutti, nessuno escluso, hanno speso molto di più in termini economici che non affidandosi ad agenzie, o studi legali, o agenzie con studi legali. Sto considerando soprattutto i mancati recuperi fiscali dell’anno in corso; l’accettare le risposte prive di senso da parte dell’INPS dandole per buone e non avere nessuno a tutelare i loro diritti; la permanenza troppo prolungata in Portogallo soggiornando in hotel o B&B perché non in grado di trovare case in tempi accettabili; viaggi continui e ripetuti per documenti dimenticati o semplicemente per ritirare la posta, e soprattutto l’incertezza TO-TA-LE sullo stato delle pratiche.
Vi sarà capitato di parlare di persona o leggere sui forum le esperienze di quei temerari che hanno provato ad affrontare questo lungo iter burocratico da soli, parlano tutti di esasperazione, preoccupazione e stanchezza, questo non è il modo giusto di approcciare questo importante e gioioso periodo di transizione, senza contare la frustrazione per aver dovuto sostenere spese di gran lunga superiori a quelle richieste dalle agenzie specializzate.

In ogni caso non è impossibile, ecco i requisiti che si devono avere, a mio avviso, per provare da soli (intendo tutto il processo):

1) Conoscenza base /media della lingua portoghese (gli impiegati comunali, ministeriali della maggior parte delle località con cui si avrà a che fare, seppur disponibili, parleranno solo la propria lingua madre, e se di persona ci si può far capire gesticolando, al telefono dall’Italia risulta impossibile. Questo vale anche per le banche e i ministeri);
2) Approfondita competenza in materia fiscale e legale (trovare e studiare leggi, paragrafi, commi, riferimenti. Sia in Italiano sia in Portoghese, relativi ai requisiti di residenza, contratti d’affitto o acquisto, noleggio auto, pagamento servizi, compilazione di documenti in lingua portoghese, scadenze e modalità di presentazione di atti ufficiali);
3) Elevata capacità nell’uso di Internet (a partire dalla ricerca di voli e hotel, ricerca immobili su siti portoghesi che non rispondono agli stranieri, inoltro documenti e richieste informazioni rilasciate da alcuni enti portoghesi solo per via telematica, saper scansionare, stampare, caricare documenti, possedere una PEC, quindi account di posta certificata utile in taluni casi, molte delle pratiche descritte sono interamente in lingua portoghese;
4) Ottima predisposizione alla socializzazione. Intendo dire che arrivati sul posto, spesso, non si hanno punti di riferimento, e quindi, bisognerà cavarsela da soli. Potrebbe diventare insostenibile per i meno avvezzi ai rapporti sociali. Non siamo tutti uguali, c’è chi desidera non far amicizia con i primi capitati, chi non si fida, chi semplicemente è molto riservato e discreto sulle proprie questioni personali. Vuole arrivare, sistemare le situazioni in tempi brevi, e poi scegliere le persone con cui avere a che fare.
5) Sapersi districare, nel caso recandosi anche di persona all’interno della propria sede INPS di appartenenza. Siamo italiani (personalmente per ¼ statunitense), e noi per arrivare al punto dobbiamo elogiare, coccolare, aggraziarci qualcuno, pur rimanendo totalmente nella legalità. Anche se vorremmo che non fosse così. Leggi di più >>>

 

 

E’ necessario trasferirsi in Portogallo per ottenere le agevolazioni fiscali derivanti dallo status di “Residente non Abituale”?

No, non è necessario trasferirsi in Portogallo per ottenere i benefici fiscali.

Il Portogallo richiede che venga dimostrata l’intenzione di soggiornare nel proprio territorio per un minimo di 6 mesi l’anno, questo lo si può fare semplicemente presentando insieme a tutta la dovuta documentazione, un contratto di acquisto di un immobile in Portogallo o anche solo un regolare contratto d’affitto.

Diversamente però, è l’Italia a richiedere che il soggetto risieda fuori dal territorio italiano per più di 6 mesi l’anno, ma poco importa che lo stesso abbia risieduto in Portogallo o in qualsiasi altro Paese. Leggi di più >>>

 

 

E’ facile trovare una casa in affitto in Portogallo?

Trovare la casa che faccia al caso vostro è difficile ma non certo impossibile. Io consiglio sempre di mantenere un profilo basso per il primo periodo, almeno finché non si riceverà l’accredito della pensione lorda più arretrati, perché fino a quel momento la spesa mensile del canone d’affitto rappresenterà solo un impegno economico in aggiunta a quelli già esistenti.

Una volta ottenuto il riconoscimento delle agevolazioni fiscali invece, cercare la giusta sistemazione, nella giusta località, sarà piacevole e divertente e l’affitto si ripagherà con l’incremento di reddito appena ottenuto. Leggi di più >>>

 

 

Quanto costa mediamente una casa in affitto in Portogallo?

Non esiste una certezza. T0 – T1 – T2 – T3 – T TODOS hanno prezzi differenti in merito all’area geografica di riferimento, città, freguesias e via discorrendo.

Come in Italia e nel mondo intero, del resto. L’importante è paragonare pere con pere e mele con mele, sempre.

Volendo rapportare una grande metropoli Italiana con una portoghese di pari livello di prestigio (non in senso demografico), affermo che i prezzi sono più bassi del 35 % almeno.  Io vivo in zona San Pietro nel centro di Roma, a due passi dal Vaticano, e vi dico che a parità di metratura e posizione, a Lisbona spenderei poco più della metà. Grande punto a favore per il Portogallo.

Chiaramente, durante l’alta stagione, i proprietari possono guadagnare molto di più con affitti giornalieri, settimanali, o stagionali.

Ma molti, come da noi, preferiscono avere un solo inquilino o nucleo all’interno, conoscerne le abitudini, e non pregare quotidianamente affinché la propria dimora non risulti distrutta da persone di passaggio o famigliole con bimbi piccoli e relative macchie di sugo sul muro. Leggi di più >>>

 

 

Quali sono le località migliori dove indirizzare le ricerche di un appartamento?

Ovviamente tutto dipende da cosa amiamo di più! La stragrande maggioranza dei pensionati italiani è affascinata dalle miti coste dell’Algarve, sia per il clima particolarmente accattivante, sia per l’idea di vacanza perenne, che anche (non da ultimo), per la tradizione culinaria che vede la pesca al centro di ogni piatto dal sapore sempre fresco e caratteristico. Nei ristoranti dell’Algarve è quasi impossibile che vi venga servito pesce d’allevamento, il pescato del giorno è il fiore all’occhiello di ogni ristorante e se la qualità del pesce vi sorprenderà, di gran lunga sarà superiore la sorpresa per il conto da pagare! Leggi di più >>>

 

 

C’è qualche indicazione da seguire per la scelta della località?

Come ho affermato più e più volte, fissare il proprio domicilio in una piuttosto che in un’altra località, dovrebbe essere affrontato in un secondo momento, ossia dopo l’accettazione dello status di Residente non Abituale.

All’inizio sarebbe solo una perdita di tempo e denaro.

In seguito, quando giungerà il momento di firmare il secondo affitto o primo acquisto, consiglio di scegliere una località facilmente raggiungibile dall’aeroporto, magari collegata ad esso con un servizio di bus giornalieri.

Sicuramente avere la possibilità di raggiungere la località con un taxi o con un pullman agevola e favorisce dei soggiorni di breve durata. Sono molti infatti coloro che preferiscono recarsi più volte in Portogallo durante l’anno, piuttosto che soggiornarvi per un unico, lungo periodo. Leggi di più >>>

 

 

E’ necessario conoscere la lingua portoghese per soggiornare in Portogallo?

Assolutamente no, i portoghesi a differenza di molte altre popolazioni europee sono garbati, accoglienti e molto disponibili con chi non parla la loro lingua, in particolare con gli italiani, per i quali nutrono una spontanea e apprezzata simpatia.

Vi accorgerete poi che la lingua portoghese, già dopo i primi giorni, diventerà più familiare e comprensibile.

Anche se non è richiesto, con un po’ di impegno imparerete il portoghese in brevissimo tempo e con grande soddisfazione!

Esistono alcuni corsi on-line, o anche off-line (senza bisogno di essere connessi), molto divertenti ed altamente interattivi. Leggi di più >>>

 

 

Quali sono i rischi maggiori che si corrono in Portogallo?

Questa è in realtà la domanda più frequente che mi viene posta e la risposta è sempre la stessa: il rischio di non voler tornare più in Italia!

La criminalità è bassa, diverse posizioni in meno rispetto all’Italia in tutte le statistiche di criminalità europea.

Basti pensare che in alcune località ci si può ancora permettere di dormire con la porta aperta… Leggi di più >>>

 

 

Trasferendo la residenza fiscale in Portogallo si perde il servizio di assistenza sanitario nazionale?

Si e No: di fatto si perde il medico di base in Italia, ma si acquisisce in Portogallo. Tutto il resto rimane pressoché invariato, poiché in quanto cittadini europei, si ha diritto all’assistenza sanitaria ospedaliera, alle cure mediche e al pronto soccorso in qualsiasi Paese vi troviate, che sia in Italia, in Portogallo o in qualsiasi altro stato europeo, con un limite di 90 gg. di ricovero l’anno per i non residenti. Leggi di più >>>

 

 

Una volta trasferita la residenza fiscale in Portogallo, sono costretto a mantenerla fino alla scadenza dei 10 anni?

Assolutamente NO!

I 10 anni sono il tempo massimo di agevolazione fiscale, nulla vieta di poter tornare ad essere residenti fiscali in Italia in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo si renda necessario.

Utile sapere che i 10 anni sono complessivi, solo se continuativi. Supponendo che i primi 2 anni si trascorrano in Portogallo, e poi si decidesse di tornare 3 anni in Italia, vi rimarrebbero SOLO 5 anni di agevolazione tornando a risiedere in Portogallo, non 8. (I 3 anni trascorsi in Italia andrebbero ad erodere la frazione di agevolazione “non goduta”).

Le pratiche per il rientro si concludono in tempi più rapidi e soprattutto non richiedono il rispetto di scadenze prestabilite, la domanda può essere presentata in qualsiasi momento e non è soggetta ad accettazione, quindi semplice e veloce. Non abbiate timore insomma. Leggi di più >>>

 

 

Perché i pensionati pubblici non possono usufruire delle agevolazioni fiscali in Portogallo?

Nella Convenzione per evitare le doppie imposizioni sottoscritta tra Italia e Portogallo è specificato che le pensioni derivanti da natura privata sono tassate nel paese di residenza fiscale (quindi in Portogallo, una volta ottenuta la Residenza Fiscale), mentre quelle pubbliche sono tassate alla fonte nel paese nel quale sono stati resi i servizi (quindi in Italia).

Mi dispiace per i pensionati pubblici, so che esistono delle associazioni che hanno deciso di impugnare la questione, ma purtroppo, per i diretti interessati, il Portogallo potrebbe non essere il paese che fa per loro.

Tunisia, l’Australia, Panama e alcuni paesi dell’Est favoriscono il trasferimento con aliquote fiscali molto basse o quasi inesistenti, ma di più a riguardo non saprei dire. E quando non so, non dico. Leggi di più >>>

 

 

Può il governo italiano decidere di bloccare il flusso migratorio dei pensionati in Portogallo?

Questa è un’ipotesi veramente remota, poiché ogni decisione in tal senso entrerebbe in contrasto non solo con il patto bilaterale sottoscritto ufficialmente tra Portogallo e Italia, ma sarebbe un palese mancato riconoscimento dei diritti di un cittadino europeo tutelato dal Welfare.

Quindi i motivi per restare o tornare in Italia si ridurrebbero verosimilmente a 3:

1) se il governo italiano intraprendesse una strada di defiscalizzazione parziale delle pensioni allineandole alla media europea (totale credo sia inutile discuterne), che invogli l’Italiano a rimanere in Italia;

2) se il Portogallo decidesse di punto in bianco di rimetterci di sua spontanea volontà diversi punti di PIL traducibili in milioni di Euro recuperati con tale manovra;

3) se l’Italia o il Portogallo uscissero dall’Unione Europea. In tal caso si aprirebbero altri canali, semmai con limitazioni, ma dubito annullamenti. Leggi di più >>>

 

 

Sono sposato/a ma mia moglie/marito non è ancora in pensione, posso trasferire solo io la residenza fiscale in Portogallo?

Questo argomento è molto controverso, legalmente non ci sarebbe alcun vincolo che vieti il verificarsi di questa situazione, la normativa europea prevede che il singolo cittadino possa risiedere liberamente nella comunità europea, non limita di fatto i diritti di un singolo all’interno di un nucleo familiare. Quindi si, si può, ma con le dovute accortezze.

Il problema sorge solo nei confronti del fisco italiano, che davanti ad un caso di mancato ricongiungimento familiare potrebbe decidere di richiedere maggiori garanzie in merito alla reale permanenza all’estero del soggetto per i 6 mesi l’anno necessari per essere iscritti all’Aire. Leggi di più >>>

 

 

Vorrei condividere l’affitto con un altro pensionato per contenere le spese, posso farlo?

Si, è possibile condividere il contratto d’affitto, sempre che il proprietario di casa accetti la vostra richiesta. Molti nostri clienti optano per questa opzione per il primo anno o comunque finché non ottengono la pensione lorda. Questa è un’ottima soluzione poiché permette di contenere le spese iniziali e contemporaneamente di usufruire di un appartamento per 6 mesi. Durante questo periodo si ha la possibilità di conoscere a fondo il territorio e di cercare qualche buona occasione immobiliare. Ogni contratto d’affitto prevede la possibilità di richiedere disdetta con un minimo preavviso, lasciando libero l’affittuario di opzionare un altro appartamento. Leggi di più >>>

 

 

 

Sono in pensione ma esercito ancora il mio lavoro o altro in qualità di consulente; posso usufruire delle agevolazioni fiscali in Portogallo?

Nulla osta, ma con le dovute specifiche;

Sarà necessario infatti tener conto di fattori quali:

– Sede fisica dell’azienda
– Tipo di consulenza
– Tipo di contratto
– Obblighi di presenza
– Vincoli orari
E’ sempre bene chiedere un parere legale prima di avviare le pratiche di cambio di residenza, onde evitare spiacevoli sorprese. Leggi di più >>>